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Phalaenopsis ibride

da Micaela
me e le phalaenopsis

Oggi vorrei proseguire il percorso che abbiamo iniziato la scorsa settimana (in questo post), per  imparare a conoscere e riconoscere le orchidee più comuni presenti nei vivai e capire quali possano essere più adatte alla nostra coltivazione casalinga.

Approfondiamo il discorso sulle phalaenopsis.

la phalaenopsis ibrida

La phalaenopsis è una delle orchidee più comuni in commercio, disponibile sia nei vivai che nella grande distribuzione!

come coltivare phalaenopsis

Da dove provengono le phalaenopsis ibride.

Fondamentalmente la classica orchidea phalaenopsis ibrida, che troviamo in commercio non esiste in natura, ma è una creazione dell’uomo, che ha scoperto come mescolare tra loro, i geni delle phalaenopsis botaniche (cioè le specie naturali), in modo da ottenere ibridi che ereditassero le migliori caratteristiche di resistenza e tolleranza a temperature, luminosità, umidità e bagnature, al fine di semplificare la coltivazione, rendendole più adattabili a diverse condizioni.

Questo rende la phalaenopsis ibrida, la candidata perfetta per chiunque voglia approcciarsi al mondo delle orchidee, testando la coltivazione, di esemplari disposti a tollerare qualche errore.

Coltivazione casalinga.

La phalaenopsis si presta ad essere coltivata, praticamente, in tutte le case, infatti:

  • Richiede alti livelli di luminosità diffusa, senza sole diretto, quindi sarà consigliabile collocarla di fronte ad una finestra;
  • temperature non inferiori ai 18 gradi;
  • bagnature con acqua preferibilmente poco calcarea.

Le annaffiature.

Quella delle annaffiature sembra essere una delle maggiori difficoltà nel mantenimento di una orchidea sana.

come annaffiare le phalaenopsis

Cerchiamo di capire, quale sia il metodo migliore per annaffiare una orchidea phalaenopsis.

Le orchidee hanno foglie molto carnose, che offrono una discreta riserva d’acqua alla pianta, non avranno bisogno, quindi, di frequenti bagnature.

Quando annaffiare una phalaenopsis.

Per capire quando sia opportuno annaffiare la phalaenopsis, basterà controllare il colore delle radici, attraverso le pareti del vaso trasparente, se queste sono:

  • verdi, la pianta non ha bisogno d’acqua,

se invece, si presentano di un colore tendente al

  • grigio argento, allora è il momento di annaffiare.

Come annaffiare una phalaenopsis

Non ci sono metodi giusti o sbagliati, l’importante è trovare una routine comoda, infatti organizzarsi, al fine di agevolare l’operazione, alleggerirà il lavoro dell’innaffiatura trovate il vostro sistema ideale, ecco alcuni esempi:

  • portare le piante vicino al lavello ed annaffiare con acqua del rubinetto;
  • Riempire il sottovaso d’acqua e vuotarlo dopo qualche minuto;
  • immergere le phalaenopsis in contenitori d’acqua, per qualche minuto;
  • bagnare a bordo vaso con innaffiatoi o pompa a pressione.

Tutti i metodi sopra elencati possono essere validi e potete scegliere il più pratico per la vostra coltivazione, con una accortezza fondamentale:

l’acqua non deve mai arrivare all’interno del colletto della pianta, o tra le ascelle fogliari!

Questo, infatti potrebbe causare marciume del colletto, cioè l’attacco di un fungo, che distrugge il fusto della pianta causandone la morte, una volta insediatisi, questi funghi sono molto difficili da debellare (se dovesse accadere esistono dei fungicidi specifici).

Sconsiglio, a questo proposito, anche la nebulizzazione delle foglie, meglio invece, un umidificatore per alzare l’umidità ambientale, molto più efficace e meno pericoloso.

Altra nota da non sottovalutare è evitare di lasciare acqua stagnante a contatto con le radici per evitare la comparsa di marciume radicale.

Nel prossimo post parleremo delle differenze con le phalaenopsis botaniche!

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